Finalmente!!

Dall’11 febbraio 2022 possiamo respirare senza filtri vista la non obbligatorietà della mascherina all’esterno. Ma vi siete accorti quante ce n’è siano a terra?

Facciamo un passo indietro.

Nel 2020, in piena pandemia durante il giretto quotidiano con il mio cane, mosso da un viscerale fastidio per l’inciviltà, inizio a fotografare con il cellulare tutte le mascherine che trovo per strada.

Giorni dopo, le cancellai tutte, perché non credevo che un appello verbale potesse sensibilizzare nemmeno lo 0,000.. della gente (perché per le persone, ho un’altra considerazione).

Come biasimarci, i problemi erano altri!

Mascherina

MascherinaPurtroppo la nostra scatola celebrale, ormai abituata all’uso quotidiano di questo fazzoletto con gli elastici, ha inviato un segnale sbagliato al nostro apparato visivo, necrotizzando ancor di più quel sottile senso di rispetto che dovremmo avere per il Pianeta Terra.

Oggi, quando il virus sembra aver preso la direzione del brutto ricordo, ho ricominciato a fotografarle, in tutto il loro splendore di variopinti colori ed eccezionale stato di degrado.

Sapete già di cosa sono fatti i famigerati dispositivi di protezione individuale?

Sinteticamente dott. Google, suggerisce che le mascherine (in base al livello di filtrazione) sono composte da più strati di TNT, tessuto non tessuto.

Quest’ultimo deriva dall’estrusione di polimeri plastici come PP e PE, che noi volgarmente chiamiamo plastica. Questi oggetti sono classificati come rifiuti speciali e se non smaltiti in modo consapevole hanno una durata di vita di 450 anni.

La mia non vuol essere l’ennesima provocazione da attivista e/o ecologista, ci sono già da tempo movimenti e organizzazioni che hanno pubblicato articoli e report sull’effetto che provocano in tema di inquinamento, voglio solo analizzare l’argomento da un punto di vista più antropologico.

Probabilmente ad un occhio comune, poco attento, se mostrassi le fotografie fatte di tutti i DPI che ho trovato per strada, arriverebbe alla conclusione che sono tutte uguali, FFP2 o chirurgica poco importa, sempre di mascherine parliamo.

Io invece, ogni volta che ne trovo una, vedo un volto. Attraverso la forma, la tipologia e il colore creo l’identikit del possibile barbaro. Lo sviluppo di questa mia fantasia nel creare dei lineamenti, idealizzare un’età, uno stato sociale, una provenienza, è dettata probabilmente dalla rabbia.

La mia immaginazione però si scontra con una plausibile realtà. Potrei conoscere con probabile certezza il soggetto che sta dietro a quella mascherina, in quel tessuto c’è il suo DNA.

Questo significherebbe riuscire a “fotografare” tutti i proprietari delle mascherine perdute.

Chissà quale sarebbe la loro espressione a tale notizia?

Sfortunatamente, il buon Horatio Caine di CSI, ci suggerisce che la lunga esposizione agli agenti atmosferici degrada le fibre fino al punto da eliminare ogni traccia.

Fortunatamente salva questi “soggetti” da sanzioni o reazioni dell’opinione pubblica, ma se stai leggendo e sai di essere uno dei tanti incivili, sappi che non c’è alcuna azione correttiva che tu possa fare per migliorare la tua posizione. Se credi che questo tuo gesto sia ininfluente, che dirti…. hai ragione i problemi sono altri.

Comunque la “benda” protettiva va messa sulla bocca e non davanti agli occhi.

Certamente questa mio sfogo non farà cambiare assolutamente niente, però quello che mi spaventa e vi chiedo, solo io vedo delle facce a terra?