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Quando iniziai a comunicare ad amici e parenti che a fine dicembre 2019 io e la mia compagna saremmo partiti come volontari in un orfanotrofio in Africa, la reazione delle persone è stata più o meno sempre la stessa:

« bravi, che bella esperienza, andate a far del bene»

Ecco, probabilmente abbiamo fatto del bene ma loro ci hanno insegnato cosa significa voler bene.

Mafinga, distretto di Iringa, qui nel cuore della Tanzania si trova la children house. Dopo tredici ore di autobus arriviamo in questa giungla a quasi mille metri di altitudine, dove l’Associazione Villaggio Makalala O.D.V. di Cesena, ha fondato, costruendo da zero, questo istituto di accoglienza per bambini orfani. In questo luogo, simbolo dei film Disneyiani, le persone e le cose sono di una materia diversa da quella che siamo abituati a vedere nei documentari televisivi. I bambini compresi fra un età da uno e dodici anni, ci accolgono con una felicità e un amore sproporzionato, ci sorridono, ci abbracciano, ci accarezzano. Siamo la loro sorpresa, siamo il loro nuovo gioco per tutta la nostra permanenza in Africa. L’orfanotrofio è gestito completamente da personale locale e l’O.D.V. , provvede in completa autonomia a tutte le spese per il sostentamento della casa di accoglienza, delle attività e degli educatori.

Qui il tempo rallenta, la gestione delle attività è fondamentale. La formazione scolastica, che impegna i bambini dai 5 anni in su, occupa gli stessi per gran parte della giornata. I più piccoli rimangono nel centro sotto la supervisione delle “Mammy” che distribuiscono giornalmente compiti casalinghi, dalla pulizia dei dormitori a piccoli lavori nell’orto antistante la casa. Il nostro rapporto con i bambini è fisico, sono selvaggi, istintivi ma presi singolarmente sono dolci come un biscotto al cioccolato. La loro continua ricerca di contatto enfatizza il bisogno di affetto. Sono tutti orfani di madre, a causa di una emorragia durante il parto o per gravi problemi di tossicodipendenza e sieropositività. Fra i più sfortunati c’è Kaila “un Golia in miniatura”,  abbandonato nella giungla senza vestiti senza cibo e senza età.

L’istinto di sopravvivenza è una virtù che li rende invincibili, le piccole difficoltà della vita sono una gioia perchè il periodo peggiore probabilmente lo hanno già superato. Quando abbiamo deciso di venire in questo villaggio non abbiamo mai pensato ad una vacanza, eravamo alla ricerca di una esperienza significativa, volevamo allontanare persone, luoghi, giudizi e odio gratuito. Viviamo una vita apparentemente felice, l’insoddisfazione è il detonatore dell’astio.

“Il troppo non ci basta”

Prove come quella che abbiamo vissuto, incrinano la parte più profonda di noi, lasciano l’amaro di un mondo che ha differenze sociali, sanitarie e istituzionali troppo marcate, ma colma quella parte di benessere fisico e mentale che nella ricchezza quotidiana non riusciamo a trovare. La gratitudine di questi bambini per un aeroplano di carta o un chupa chups rimarrà tatuata nella mente, ci hanno donato tutto quello che potevano, inconsapevoli di aver guarito con una medicina naturale il nostro malessere.

Abbiamo lasciato i bambini di Makalala la mattina del 9 gennaio 2020, l’abbondante rugiada abbracciava ogni cosa mascherando i nostri volti gonfi di lacrime. Li accompagnammo a scuola prima di riprendere l’autobus per il nostro rientro a casa, ma non ci salutarono. “Baba Lao” che in swahili significa “papà” non avrebbe più costruito aeroplani di carta al loro rientro da scuola . Il nostro pianto trattenuto, era il risultato delle loro espressioni alla vista delle nostre valigie, avevano capito che non saremmo tornati, avevano capito che il gioco era finito.

“Il mal d’Africa non esiste. La velocità con cui viviamo i nostri giorni ci rende ciechi di fronte ad una fortuna che non sappiamo apprezzare”

Ringraziamento particolare ai responsabili dell’Associazione Villaggio Makalala O.D.V. in particolar modo a Malaika (fondatrice del centro) e Claudia che ci hanno dato la possibilità di arrivare dove volevamo. 

Chi volesse contribuire ad aiutare l’associazione in calce il sito dove potrete trovare ogni informazione: www.makalala.it

 

Per vedere tutto il reportage clicca qui: https://www.devisferri.com/project/in-cima-a-tutto/

 

 

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