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Clown Dottori, personaggi eclettici con quel camice bianco che nasconde parzialmente un abbigliamento strampalato, orgoglio di una vivacità fluorescente e fuori dal comune.

Ho contattato l’Associazione Dottor Clown di Rimini nel 2018 per un progetto fotografico personale. Nel 2019 mi hanno chiesto di collaborare con loro per realizzare il calendario per l’anno 2020 ed aver avuto la fortuna di entrare in corsia con loro è stato qualcosa di veramente emozionante.

Ed è quello che voglio raccontarvi.

Normalmente il servizio viene svolto 3 volte a settimana il mercoledì il sabato e la domenica nei reparti di pediatria, oncologia pediatrica, terapia intensiva neonatale e pronto soccorso pediatrico. L’attività inizia con l’incontro dei Clown Dottori all’interno di una stanza del reparto di pediatria per la fase di vestizione. I loro zaini assomigliano alla borsa di Mary Poppins, esce di tutto. Abiti stranissimi degni di un carnevale Caraibico, oggetti inusuali come padelle, spazzolone da wc, pettini giganti. Non parliamo delle calzature, scarpe e ciabatte che nemmeno mio nonno indosserebbe. Poi c’è il camice bianco, dove ognuno di loro ha il proprio nome disegnato sulla schiena ed infine il segno distintivo per eccellenza, il naso rosso. Il rito della preparazione è condito dalle loro risate e battute un pò per ammortizzare la tensione prima dell’ingresso, perchè ogni volta è la prima volta ed ogni volta è diversa da quella precedente.

Si entra in corsia. I loro volti cambiano, le loro voci si trasformano i loro corpi assumono posture a volte da equilibristi, ma sono bellissimi da vedere.

Si muovono a coppie, la loro complicità è difficile da spiegare. Sono leggeri, divertenti, intimi, discreti. I bambini perdono il senso del tempo, del luogo a volte del dolore. Il cambio di energia all’interno della camera non è scontato perchè i reparti non sono tutti uguali. Ci sono bambini più fragili con patologie più complesse, dove il destino ha scelto una strada già in salita fin dai primi anni, ma spesso la risata “inevitabile” lascia un sapore dolce ad un periodo della loro vita non proprio positivo. Il personale medico e infermieristico li accoglie volentieri, conquistano i loro sorrisi con episodi di colore che normalmente non capitano in un ospedale. Probabilmente li considerano dei colleghi anzi forse desiderano che siano li per loro.

Dopo quasi 3 ore il turno finisce, si rientra nella stanza dove si sono preparati. Si condivide l’esperienza vissuta, si scambiano racconti, pacche sulle spalle, a volte qualche lacrima amara. Il gruppo è li per questo, serve a consolarti, regalandoti quell’abbraccio fraterno di chi sa perfettamente che quello che hai donato è impagabile e quello che hai ricevuto è una ricchezza senza prezzo.

I clown dottori non sono dei pagliacci, sono umani con una sensibilità nascosta ed una spiccata ironia.

Li chiamano volontari, ma come mi ha fatto notare la mia amica Jessica, c’è una netta distinzione fra chi fa volontariato e chi si sente volontario. C’è chi reputa gratificante fare shopping, chi contrariamente si regala a qualcuno per stare bene. La differenza e che i primi tornano a casa con qualcosa che invecchierà da li a poco, gli altri acquistano qualcosa che non si logorerà mai, la felicità.

www.drclown.it questo è il loro sito dove potete trovare i canali social e se volete donare il vostro 5×1000.

 

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